Concessioni per i lidi balneari, la legge è quasi pronta ma i 5 Stelle cambiano rotta
La legge è pronta e avrebbe l'effetto di prorogare automaticamente le attuali concessioni sul demanio marittimo fino al 2033. Ma i 5 Stelle hanno compiuto una mossa molto simile a quella che ha, di fatto, spedito nelle sabbie mobili la riforma degli Ato rifiuti. E così, in attesa che l'Ars martedì decida, anche sulla norma per i lidi si sta giocando una partita molto politica .
La legge, proposta dall'assessore al Territorio Toto Cordaro, è in realtà composta da un solo articolo e recepisce una analoga norma nazionale varata dal governo grillino-leghista lo scorso inverno. L'effetto è semplicissimo: sospende l'efficacia di una misura europea (la direttiva Bolkestein) che avrebbe imposto già dal 2020 di fare una gara pubblica per assegnare le concessioni e proroga quelle attuali fino al 2033.
In Sicilia - secondo i dati raccolti dalle associazioni di categoria - ci sono per ora circa 1.200 km di costa assegnati in concessione. I concessionari sono quasi 9 mila e il loro business punta su ristoranti, bar, pub, lidi attrezzati ma anche stabilimenti per sport acquatici.
Cordaro fino a qualche giorno fa si diceva sicuro che la norma viaggiasse spedita verso l'approvazione. «Poi però - illustra l'assessore - i grillini hanno posto una pregiudiziale che potrebbe far tornare il testo in commissione». Significherebbe rinviarne di mesi l'approvazione.
I grillini si spingono fino a disconoscere la legge che loro stessi hanno votato a Roma: «Il rinnovo automatico delle concessioni demaniali per 15 anni ai gestori dei lidi in Sicilia è estremamente pericoloso. La norma nazionale viola i principi comunitari e limita la libera concorrenza». Per i deputati 5 Stelle «da noi la situazione è fuori controllo. In mancanza dei piani di utilizzazione del demanio marittimo continuerà a regnare il Far West, con moltissime concessioni frutto di interessi particolari con alcuni stabilimenti che oggi, di fatto, precludono persino la vista del mare e non di rado, l'accesso alla spiaggia. Non possiamo pertanto prorogare questo stato per altri tre lustri senza che prima vengano approvati i Pudm e che il comparto venga normalizzato a favore di quella impresa sana che crea servizi, lavoro nel rispetto delle regole».
La mossa ha irritato le associazioni di categoria. Antonello Firullo, uno dei leader del sindacato dei balneari, titolare di un lido nel Ragusano, accusa i grillini di «avere le idee confuse sulla legge che loro stessi hanno votato a Roma». Da giorni Firullo e altri gestori invadono le pagine social dei deputati grillini chiedendo il perché di questa inversione di rotta.
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