Sicilia, la bambina morta a Sciacca per un malore. Donati gli organi
Altri bambini potranno vivere grazie al gesto dei genitori della piccola Carola Benedetta Catanzaro, 10 anni, la bambina di Sciacca morta a causa di un malore, un aneurisma. I genitori, infatti, hanno autorizzato i medici del «Di Cristina» di Palermo all'espianto degli organi.
La piccola era stata trasferita in elisoccorso dal «Giovanni Paolo II» di Sciacca al nosocomio palermitano, ma non c'è stato niente da fare per salvarle la vita. Carola Benedetta frequentava la quinta elementare nel plesso di via Catusi del primo circolo didattico di Sciacca.
Una straordinaria dimostrazione di affetto verso il prossimo quella che hanno dato i genitori della bambina. «La mia principessa è andata in paradiso, ma grazie a lei vivranno altri bambini» il messaggio indirizzato nel gruppo WhatsApp delle mamme degli alunni che frequentano la quinta elementare del primo circolo didattico «Giovanni XXIII» di Sciacca.
Altri genitori di ragazzi saccensi hanno compiuto la stessa scelta nel passato. La giunta comunale di Sciacca ha approvato, all'inizio dell'anno, una delibera per avviare il progetto «Donazione Organi: una scelta in Comune» che utilizza proprio il documento di riconoscimento come strumento di sensibilizzazione. Ogni cittadino, compiuta la maggiore età, nell'atto del rilascio o del rinnovo della carta di identità, sarà invitato dal personale dell'ufficio Anagrafe a manifestare e dichiarare la propria volontà, esprimendo il consenso o il diniego, alla donazione degli organi sottoscrivendo un documento che verrà trasferito in tempo reale al Sistema informativo Trapianti, che il Centro regionale per i Trapianti consulta per ogni potenziale donatore in stato di accertamento di morte cerebrale. Solo su espressa richiesta del cittadino, il dato sarà anche riportato sul documento di identificazione.
A Montevago nello scorso mese di agosto il sindaco, Margherita La Rocca Ruvolo, ha conferito la cittadinanza onoraria a Francesca Ferraro che, attraversando l'Italia a piedi, ha promosso sui social una campagna di sensibilizzazione a favore della donazione degli organi. Il viaggio di Francesca Ferraro è iniziato il 16 giugno da Pieve a Nievole, in provincia di Pistoia, e si è concluso a Montevago, nell'Agrigentino, dove ha abbracciato la nonna, classe 1932, che vive in una casa di riposo.
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