Nuovo segnale digitale Tv, c'è il bonus per decoder e televisori
Partiranno a dicembre i nuovi contributi per l'acquisto di decoder e Smart TV in grado di supportare la nuova tecnologia digitale DVBT2 (Digital Video Broadcasting Terrestrial 2, passo avanti rispetto alla DVBT1 attuale). Entro il mese, se non nei prossimi giorni, assicurano dal ministero dello Sviluppo economico, verrà infatti pubblicato sulla Gazzetta ufficiale l'atteso decreto interministeriale Mise-Mef che ne consentirà l'erogazione, stabilendo approfonditamente i criteri d'accesso e gli adempimenti per richiedere lo sconto. Il punto è stato fatto la scorsa settimana al ministero dello Sviluppo, nel corso del tavolo TV 4.0, presieduto dal sottosegretario Mirella Liuzzi. Il tavolo è stato l'occasione per fare il punto sui criteri e le modalità di erogazione di indennizzo per le tv locali, il calendario di dettaglio della road map della prima fase dello spegnimento delle reti delle aree tecniche e proprio i contenuti del decreto interministeriale per l'erogazione dei bonus per l'acquisto di smart TV e decoder, di prossima pubblicazione.
Gli attori in campo, autorità competenti in materia, operatori televisivi e associazioni di categoria, guidate dal ministero, hanno quindi valutato le prime iniziative da intraprendere per comunicare ai cittadini il passaggio al DVBT2, considerando «fondamentale accompagnare la transizione del sistema radiotelevisivo con opportune campagne e azioni informative». La nuova tecnologia entrerà ufficialmente e definitivamente in vigore su scala nazionale (con passaggi progressivi delle varie aree del Paese) a partire dal primo luglio 2022 e bisognerà verificare se i propri apparecchi sono compatibili. Per orientarsi a grandi linee, vale in generale lo spartiacque del 2017: se il televisore che si ha in casa è stato acquistato dopo il 1 gennaio 2017, allora sarà in grado di supportare il nuovo sistema. L'obiettivo indicato da Liuzzi è di «incrementare gli attuali 151 milioni di euro» stanziati; attualmente, in base ai finanziamenti già previsti, il voucher ammonta a 50 euro.
Intanto è partito il primo, atteso, assalto alla prima manovra giallorossa, che non si sottrae al rito della pioggia di emendamenti presentati dai parlamentari. Seggiolini antiabbandono, rottamazione degli avvisi bonari del fisco, blocco degli aumenti delle tasse locali e, con una proposta bipartisan delle donne in parlamento, riduzione dell'Iva sugli assorbenti alcune delle circa mille richieste di modifica al decreto fiscale, tra le quali spicca quella di Italia Viva di reintrodurre uno scudo penale per i vertici dell'ex Ilva nella realizzazione del piano ambientale. E migliaia di emendamenti si attendono, entro il fine settimana, anche per la legge di Bilancio vera e propria. Dalle audizioni, ancora in corso, arrivano critiche su critiche: dall'Abi a quelle, annunciate, di Confindustria e Rete Imprese, che bocciano le nuove tasse, a partire da quella sulla plastica; mentre gli enti locali lamentano la mancanza di fondi sufficienti a «sopravvivere», come dice l'Anci, o a mantenere alcuni servizi essenziali come la messa in sicurezza di ponti e scuole. Secondo l'Upi servirebbe infatti 1 miliardo per 30 mila ponti gestiti da province e città metropolitane.
La manovra è «insufficiente» e non indica una «disegno di politica economica» in grado di spingere la crescita, dice Confindustria. L'assenza di un quadro organico, per il continuo rinvio a norme attuative successive, è un neo indicato anche dalla Corte dei conti, che invita tra l'altro a vigilare contro i «furbetti» del canone concordato e a pensare se non sia il caso, anche per ottenere gettito, di pensare a pagamenti tracciabili su affitti e colf, settori «ove notoriamente si registra una diffusa evasione fiscale».
Le nuove tasse, è il messaggio che mandano gli industriali, rischiano poi di vanificare lo sforzo per bloccare gli aumenti dell'Iva: ad esempio quella sulla plastica oltre a far danni a un intero settore produttivo, costerà alle famiglie 109 euro l'anno in più, portando aumenti «del 10%» su prodotti di larghissimo consumo. Tutti d'accordo, invece, sulla moratoria per le multe a chi non installa il meccanismo antiabbandono sui seggiolini per i bimbi fino a 4 anni: Pd e Iv fissano la proroga al 6 marzo, i 5S invece fino a giugno.
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