La deriva sovranista di Forza Italia. Ora Miccichè vuole fare un partito tutto suo
Le scissioni rischiano di fare male ai partiti originari e a quelli di nuova formazione. I primi perdono del capitale umano, i secondi devono faticare per piazzarsi ad una percentuale risicata, soprattutto rischiano di diventare una succursale del primo partito.
I venti che soffiano non fanno presagire nulla di buono, Gianfranco Miccichè, presidente dell’Ars e commissario di Forza Italia in Sicilia, non è andato a Roma, il 19 ottobre ha deciso di non creare situazioni di imbarazzo alla manifestazione in piazza della destra. Nessun accordo con Matteo Salvini, nessuna intesa con quella Forza Italia che ha deciso di abbracciare la Lega.
In Sicilia è un’altra storia, lo è in tutto il meridione del Paese.
Miccichè lo sa, così come un’altra forzista doc, Mara Carfagna. Nessuno parla male di Silvio Berlusconi ma non possono assecondare la voglia di estremizzare anche il partito più azzurro, inteso come colore, d’Italia.
Miccichè e Carfagna, insieme a tanti altri forzisti, hanno detto di no al corteggiamento degli esponenti di Italia Viva, la nuova formazione di Matteo Renzi. Per molti si tratta di un partito-contenitore calato sullo stesso Renzi, tuttavia il 1994 è lontano, Renzi non è Berlusconi, non ha lo stesso potere economico, la politica è cambiata per fare certe personali fughe in avanti. Centralizzare e personalizzare può andare anche bene, ma ci vogliono le idee, le forze nuove, non necessariamente provenienti dal Partito Democratico, e i venti devono essere di costruzione e non di furia solo contro l’obiettivo Salvini.
Non esistono i partiti creati contro qualcuno, rischiano di smontarsi.
Miccichè attenderà una settimana ancora, capirà meglio le intenzioni del suo partito, di cui ancora è commissario regionale, poi è pronto a formare un partito suo, che tuteli il Sud, che lo ponga al centro del dibattito politico.
Del resto gli dovrebbe venire pure facile, fu leader di Forza del Sud per poi fondare nel 2011 Grande Sud che si sciolse nel 2013 per confluire in Forza Italia.
Nessun tradimento a Berlusconi, ma la vicinanza con Salvini sta diventano per Miccichè asfissiante. Pronto per una nuova sfida che non affronterà da solo, e non cercherà solo i politici del centro destra, a raccolta tutti i meridionali.
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