A un mese dalla vincita, nessuno ha incassato i 209 milioni del Superenalotto
Non si è ancora presentato nessuno negli uffici premi della Sisal per incassare i 209 milioni di euro vinti lo scorso 13 agosto al Superenalotto. Trattandosi di un importo superiore ai 52 mila euro, «la ricevuta della giocata vincente – si legge sul sito della Sisal – può essere presentata entro e non oltre il 90° giorno solare dal giorno successivo all’estrazione».
Tradotto: la scadenza è fissata per il 14 novembre. Se non verrà rispettata, l’intera cifra finirà nelle casse dell’Erario. In questi due mesi è rimasta ignota l’identità di chi ha giocato quella schedina da due euro al bar Marino di Lodi.
Finora la massima attesa per reclamare un jackpot del Superenalotto è stata di 59 giorni.
Scrive Massimo Gramellini sul Corriere della Sera:
A un mese dal colpaccio, lo sbancatore del Superenalotto che a Lodi ha vinto 209 milioni con una schedina da due euro non ha ancora dato segnali di vita. La sua latitanza autorizza qualsiasi ipotesi. La più probabile è che trascorra le notti a contare soldi invece che pecore, e i giorni a capire quale sia il modo migliore, una volta presi, per nasconderli. Ma è anche la più prosaica. La più macabra è che abbia avuto un infarto. La più nevrotica, che la vita lo assilli con tali incombenze (riunioni di lavoro, ingorghi in tangenziale, figli da portare a judo) da non avergli ancora lasciato il tempo di passare all’incasso. La più autobiografica è che abbia messo la schedina nella giacca mandata in tintoria. La più politica, che l’abbia smarrita al Papeete di Milano Marittima: lì basta un attimo e puoi perdere tutto, è già successo. La più romantica, che il tagliando del destino sia finito nelle mani del mio amato Toninelli (se lo meriterebbe), ma che in un eccesso di concentrazione lui lo abbia obliterato sul tram. La più europeista, che Conte l’abbia già consegnato a Ursula come anticipo sulla manovra d’autunno. La più sovranista, che la Lega lo abbia girato a un fabbro moscovita in cambio di 209 milioni di serrature per sprangare i porti.
Ma la mia preferita, dal punto di vista narrativo, è che il possessore del bigliettissimo sia ancora all’oscuro di tutto e passi il tempo a lamentarsi per la sua sfortuna, invidiando l’amico che ha appena rimediato cinque euro al gratta e vinci.
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