Castellammare, scarcerati due imputati coinvolti nell'operazione "Cemento del Golfo"
Erano stati coinvolti nell'operazione antimafia «Cemento del Golfo» del marzo 2016 a Castellammare del Golfo. Ora anche se condannati per estorsione, sono stati assolti dall’accusa di associazione mafiosa. Vito e Martino Badalucco, padre e figlio, sono stati scarcerati.
La sentenza del tribunale collegiale di Trapani (presidente Daniela Troja, a latere Gianluigi Visco e Oreste Marroccoli) ha escluso, per gli imputati, l’appartenenza alla famiglia mafiosa. Dichiarati colpevoli di estorsione, Martino Badalucco ha avuto inflitti, però, otto anni e sei mesi di reclusione, otto anni Vito Badalucco.
L’indagine “Cemento del Golfo” consentì di smantellare il clan capeggiato dal boss Mariano Saracino, 71 anni, ritenuto il “ministro delle finanze” della mafia castellammarese, già condannato per mafia e che dopo essere tornato in libertà aveva subito ripreso in mano, secondo l’accusa, le redini della “famiglia” di Castellammare del Golfo. Estendendo gli interessi di quest’ultima anche al settore del cemento, imponendo le forniture delle imprese amiche.
Nel novembre 2016, Mariano Saracino è stato rinviato a giudizio davanti al Tribunale di Trapani insieme all’imprenditore alcamese Vincenzo Artale e Vito e Martino Badalucco. La scarcerazione di padre e figlio era stata chiesta dai difensori dei due imputati, avvocati Vito Galluffo ed Ernesto Leone.
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