Castellammare, dopo due anni dissequestrata la SP Carburanti accusata di abuso edilizio
E' durato due anni e ha causato un notevole danno economico e d'immagine il sequestro dell'impianto della SP Carburanti, la società di Castellammare del Golfo la cui amministratrice, la signora Silvana Paradiso, era accusata di abuso edilizio. Quanto disposto dalla magistratura a seguito dell'indagine collegata all'operazione antimafia "Cemento del Golfo" che, nel marzo del 2016 aveva portato all'arresto del boss Saracino, nei giorni scorsi, ha visto il dissequestro dell'impianto e l'assoluzione di tutti gli imputati tra cui la signora Paradiso.
A processo erano finiti, e ora assolti assieme alla titolare della SP Carburanti, l'ex sindaco di Castellammare del Golfo, Nicola Coppola, oggi consigliere comunale, e con lui funzionari e dirigenti comunali: Giacomo Gervasi, Alberto Di Stefano, Marcello Ancona e Roberto Alonzo, accusati a vario titolo di abuso d'ufficio in concorso e continuato e il progettista Salvatore Balistreri, progettista del deposito.
L'indagine a loro carico era partita lo scorso anno, e si tratta di un troncone dell'inchiesta antimafia. In particolare gli inquirenti sostenevano che il deposito di carburanti di contrata Crociferi fosse riconducibile alla mafia di Castellammare - da qui il sequestro- e l'ipotesi di irregolarità nel rilascio delle autorizzazioni.
Le indagini dei carabinieri avrebbero rilevato che all'interno del Comune vi sarebbe stata da parte dell'allora sindaco Coppola la nomina a comandante della polizia municipale di Giacomo Gervasi, già responsabile del Suap, ruolo che secondo l'accusa, caduta con la sentenza di assoluazione, non avrebbe potuto ricoprire sulla base del profilo professionale. Incarico che venne poi subito revocato dallo stesso sindaco Coppola.
Per quel che riguarda la ditta della signora Paradiso, ricordiamo che già all'epoca del sequestro i legali hanno subito fatto presente che nessuna accusa di appartenenza alla mafia o di qualsivoglia reato con aggravante mafiosa è stato mai contestato alla signora Paradiso.
“La Sp Carburanti srl era in possesso di regolare licenza per la commercializzazione dei carburanti agricoli - puntualizzarono i legali - per fugare ogni dubbio circa la totale distanza della signora Paradiso e della sua ditta di carburanti agricoli dagli ambienti mafiosi e/o malavitosi, evidenziarono che nessuno dei due soci della SP Carburanti (Silvana Paradiso e Pietro Badalucco) è stato mai sottoposto a giudizio nell’ambito dell’operazione “Cemento del Golfo”.
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