Vino, sbloccati fondi Ocm per 100 milioni per la promozione nei paesi terzi
Finalmente sono stati sbloccati i fondi Ocm Vino per la promozione in paesi terzi del valore di 100 milioni di euro. Un provvedimento che il mondo del vino attendeva ormai da tantissimo tempo.
I fondi, che serviranno a sostenere il 50 per cento del progetto ammesso al finanziamento - come riporta cronache di Gusto - (il resto sarà a carico della cantina o del produttore di vino), serviranno per la realizzazione di attività di promozione presso Paesi extra europei. Dei 100 milioni totali, 27,5 saranno utilizzati per progetti a valere sull’avviso emanato dal Ministero e la restante parte per quelli emanati da Regioni e Provincie Autonome. I progetti dovranno pervenire entro il 25 settembre. "Sono soddisfatto dello sblocco del provvedimento per il vino che era fermo da tempo. Impegno mantenuto. Ora tocca alle imprese. Quello di oggi è un passo importante – afferma il Ministro delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio – per cominciare a costruire una nuova strategia di settore. Siamo il primo produttore mondiale di vino e i nostri prodotti sono ovunque sinonimo di eccellenza ma tutto questo non basta. Serve uno sforzo in più. Servono risorse mirate. Perché per andare sui mercati internazionali la promozione è fondamentale. Noi vogliamo aiutare le nostre imprese in questa operazione, essere al loro fianco, diminuendo la burocrazia e investendo ancora di più sulla differenziazione dell’offerta e sulla qualità, due elementi che rendono uniche le nostre realtà vitivinicole e non solo.”
Le attività che potranno essere realizzate sono le azioni in materia di relazioni pubbliche, promozione e pubblicità, che mettano in rilievo gli elevati standard dei prodotti dell’Unione, in particolare in termini di qualità, sicurezza alimentare o di ambiente o la partecipazione a manifestazioni, fiere ed esposizioni di importanza internazionale. Incluse come attività previste anche le campagne di informazione, in particolare sui sistemi delle denominazioni di origine, delle indicazioni geografiche e della produzione biologica vigenti nell’Unione o studi per valutare i risultati delle azioni di informazione e promozione. La spesa per questa azione non supera il 3% dell’importo complessivo del progetto presentato.
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