Elezioni, Regionali 2017. In Sicilia grande confusione. I progetti di Saverio Romano
Dopo l'11 giugno, e per molti dopo il 25, date nelle quali si giocheranno le partite per le amministrative e per i relativi ballottaggi, inizierà la corsa, senza esclusioni di colpi, per la competizione regionale.
Allo stato attuale incertezza ovunque, a destra e a sinistra si cerca di presentare il candidato migliore per fronteggiare i Cinque Stelle che sono, nell'ultimo sondaggio, il primo partito della Sicilia.
Riunioni, tavoli di trattative per le future alleanze: Totò Cuffaro indica la strada per i centristi e per Forza Italia, non partecipa alle manifestazioni pubbliche , ha compreso che è facilmente attaccabile e anche i suoi amici percepiscono che sia meglio non farlo figurare, la regia c'è e si annusa per chi di politica ne capisce.
Gianfranco Miccichè, commissario regionale per Forza Italia, sottolinea la necessità di sedersi, tutti insieme, attorno ad un tavolo per discutere quale sia la migliore strategia per far vincere il centro destra, soprattutto per evitare di arrivare spaccati e quindi perdere nuovamente.
Raccoglie così l'appello della leader di Fratelli d'Italia, Giorgia Meloni, e segue fitto fitto le mosse politiche di Saverio Romano, quest'ultimo è il vero artefice di una futura e prossima alleanza, è lui che guida Forza Italia nel dettare tempi e volontà di alleanze. E' sempre Romano che porta i forzisti ad allearsi, sostenendone la candidatura, con Fabrizio Ferrandelli.
Nello Musumeci, il candidato di Diventerà Bellissima, è in marcia da un po', non arretra la sua candidatura che vuole essere continua al percorso che tutto il movimento ha fatto. Troppo a destra per molti la candidatura di Musumeci, pertanto si è alla ricerca di un uomo moderato che possa fare convogliare più forze politiche, per vincere è necessario che Musumeci si ritiri dalla corsa alla presidenza della regione, cosa difficile.
Non se la passano bene nemmeno dalle parti del PD, confusione sul nome da presentare ma soprattutto richiesta di primarie di coalizione arrivano dai partiti di centro sinistra a partire dal PSI e passando per Sicilia Futura, a richiederle con forza è Davide Faraone che le vorrebbe celebrare per il mese di luglio. Non è daccordo Rosario Crocetta, è il presidente uscente e, pertanto, chiede nuovamente la candidatura senza passare dai gazebo. Faraone non lo sosterrebbe, ha parole dure per il governo di Crocetta.
Lui, Crocetta, non sta fermo, teme che la sua candidatura venga osteggiata da taluni del PD e allora incontra il segretario dem regionale Fausto Raciti e a breve incontrerà Matteo Renzi, troveranno la quadra?
Di certo c'è un dato politico da leggere: Faraone non è più il candidato di Renzi, magari il segretario nazionale del PD sta pensando di trovare un nome alternativo che possa senz'altro passare da una condivisione con gli alfaniani, da lì il nome dell'europarlamentare Giovanni La Via.
C'è un nome poi che circola ed è quello dell'assessore regionale all'agricoltura Antonello Cracolici, lui stesso ha dichiarato di essere disponibile a partecipare alle primarie.
Indicative per le regionali saranno le amministrative di giugno, la prima misurazione è questo appuntamento elettorale sui territori, più di altri la città di Palermo si appresta a giocarsi la partita più importante, constateranno se l'esperimento progettuale, portato avanti con la candidatura di Fabrizio Ferrandelli e le alleanze di Forza Italia, Cantiere Popolare e i Coraggiosi, stopperà la sinistra di Leoluca Orlando. Se il progetto di Saverio Romano risultasse vincente allora lo scenario per la regione non sarà la convergenza su Musumeci ma su posizioni più centriste.
Nulla di definito ancora ma tanto fermento attorno a quelli che saranno gli appuntamenti elettorali, la parola oltre alle alleanze pass,a sempre, agli elettori, l'unica vera forma di democrazia.
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