Dopo la diffida di Manfredi Borsellino l'Antiracket di Marsala cambia nome
Alla fine non hanno potuto fare altro che cambiare nome. L'associazione Antiracket e Antimafie Paolo Borsellino Onlus, di Marsala, travolta dalle polemiche e dalle diffide della famiglia del giudice ucciso in via d'Amelio, non ha potuto fare altro che ingoiare il rospo e cambiare nome.
Lo hanno annunciato nel corso di una deserta, quanto imbarazzante, conferenza stampa, in cui erano presenti solo alcuni sostenitori dell'associazione. Conferenza che si è tenuta a Palermo, praticamente di nascosto, e in cui era presente la presidente onoraria Piera Aiello. In questi mesi ci siamo occupati dell'Antiracket di Marsala che è molto attiva sul fronte delle costituzioni di parte civile nei processi di mafia sparsi in tutta Italia. Un'associazione che nel 2013 da Antiracket Marsala ha cambiato nome, aggiungendo “Paolo Borsellino”, per potersi presentare ai processi di mafia e usura di tutta Italia, non solo circoscritti sul territorio. Non avevano però ottenuto il consenso dei familiari di Paolo Borsellino. Secca è arrivata nelle scorse settimane la diffida di Manfredi Borsellino, figlio del giudice ucciso in via D'Amelio, ad utilizzare il nome del padre.
Nel corso della conferenza di oggi è stato detto che c'è stato un incontro tra Piera Aiello e il Prefetto di Trapani al quale Manfredi Borsellino ha notificato la diffida per l'associazione e il desiderio che non abbia più il nome del padre. Nulla da fare quindi per Antonino Chirco, presidente dell'associazione, e per il dominus nonché legale Peppe Gandolfo. Bisognerà escogitare un nuovo nome che possa permettere di inserirsi nei processi contro la mafia, ma non solo. Nell'ultima assemblea dell'associazione si è deciso di cambiare nome. “L'associazione – recita una nota letta da Chirco – continuerà a perseguire i suoi scopi sociali, cioè diffondere la cultura della legalità nelle scuole, e a costituirsi parte civile nei processi di mafia”.
In tutta la conferenza ovviamente ci sono state parole dure contro la stampa, e sottinteso a Tp24.it che si occupa da mesi dell'anomalia dell'Antiracket di Marsala. Tp24 che era assente alla conferenza – come tutte le altre testate - perchè non invitata.
“Non cambiamo il nome perchè pensiamo di essere in torto, perchè dobbiamo seguire la legge, e assecondare il volere di Manfredi Borsellino, per il rispetto che abbiamo verso quel nome”, ha detto Piera Aiello. Il nuovo nome? “Abbiamo fatto una sorta di indagine tra i ragazzi della scuola, e valuteremo”.
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