Mafia e massoneria: la commissione antimafia vuole gli elenchi entro pochi giorni
Le logge massoniche avranno tempo fino all'8 febbraio per mandare alla Commissione Antimafia gli elenchi almeno degli iscritti nelle regioni Calabria e Sicilia, al centro dell'inchiesta che l'Antimafia sta portando avanti da alcune settimane.
È questa la decisione assunta dall'Ufficio di presidenza della Commissione che ha praticamente concluso, ieri, le audizioni dei Gran Maestri delle principali osservanze massoniche italiane. Subito dopo - se gli elenchi non arriveranno «spontaneamente» - è più che probabile che venga inviata la Finanza per sequestrare il materiale, sempre che l'intervento delle Fiamme gialle non venga chiesto prima.
In realtà, infatti, ieri la presidente Rosy Bindi, all'apertura della seduta, ha comunicato che l'ufficio di presidenza della Commissione ha deliberato di inviare la lettera al Gran Maestro della Gran Loggia Regolare d'Italia, Fabio Venzi, al Gran Maestro della Serenissima Gran Loggia d'Italia - Ordine Generale degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Massimo Criscuoli Tortora ed al Gran Maestro della Gran Loggia d'Italia degli Antichi Liberi Accettati Muratori, Antonio Binni, ovvero ai vertici di quelle obbedienze massoniche che si erano dette disponibili, nel corso dell'audizione a testimonianza, a consegnare l'elenco degli iscritti, ma che finora non lo hanno fatto. Non verranno invece sollecitati a inviare l'elenco dei propri iscritti tutte le obbedienze che hanno opposto da subito un deciso «no».
Tra queste, il Grande Oriente d'Italia, che conta quasi 23 mila iscritti e di cui è Gran Maestro Stefano Bisi, che ascoltato in Antimafia l'agosto scorso e poi nuovamente nelle scorse settimane ha detto che per motivi di privacy non consegnerà i propri elenchi.
«Attenderemo l'8 poi procederemo», fanno sapere alcuni parlamentari. Secondo altri, l'Antimafia potrebbe inviare la Guardia di finanza a sequestrare gli elenchi già nei prossimi giorni, senza attendere l'8 febbraio. C'è chi fa notare che è già tardi: gli elenchi potrebbero essere stati «manomessi», ovvero potrebbero aver contenuto nomi che sono stati nel frattempo tolti o carte fatte sparire.
«Ma se fosse così avrebbero commesso un reato e comunque i nomi possono emergere dall'incrocio di banche dati e quindi questa potrebbe essere un'operazione rischiosa per chi la compie», fa notare qualcun altro. L'Antimafia soprattutto vuole valutare tutte le opzioni in campo ed evitare di esporsi ad azioni o ricorsi che potrebbero comprometterne l'immagine.
Intanto Giuliano Di Bernardo, Gran Maestro del Grande Oriente d'Italia dal 1990 al 1993, quando si dimise, ha rivelato alla Commissione diversi particolari in merito al presunto rapporto tra 'ndrangheta, mafia e massoneria. Mentre l'avvocato Amerigo Minnicelli, già maestro venerabile della Loggia Luigi Minnicelli di Rossano (Cosenza) del Grande Oriente d'Italia, ha riferito che fino al 1995 gli iscritti al Goi in Calabria erano 600-700 ora sono 2.600 «e non si giustifica una crescita in questi termini in alcun modo».
I riflettori dell'Antimafia si sono accesi sulla massoneria sia in seguito agli sviluppi di alcune inchieste della Dda di Reggio Calabria, che dopo l'audizione della procuratrice aggiunta di Palermo, Teresa Principato, che ha raccontato della rete di protezione di cui gode il boss latitante Matteo Messina Denaro.
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