La ricetta di Angius per Birgi: "Più voli esteri, tassa di soggiorno, e un playmaker"
Paolo Angius, vice presidente dell'Airgest, la società che gestisce l'aeroporto di Trapani Birgi, la scorsa settimana, il premier Matteo Renzi a Trapani ha detto che il governo interverrà su Ryanair. C'è da fidarsi?
Mi auguro di sì.
Però Ryanair ha un potere contrattuale enorme ormai.
Ryanair è diventato il primo vettore italiano. Ha sfruttato i buchi della crisi di Alitalia. E' un fatto che nessuno ricorda. In questo momento è il vettore che trasporta più passeggeri all'interno dell'Italia. Questo è un problema perché diminuisce le quote di turisti dei territori, quali quello della provincia di Trapani. Oltre a ridurre i ricavi delle società di gestione, che poi hanno difficoltà.
L’Airgest vorrebbe più collegamenti con l’estero, in sostanza?
Esatto. Se a Trapani anziché atterrare, per fare un esempio, otto aerei al giorno dall'Italia e due dall'estero ne atterrassero di più dall'estero avremmo un vantaggio sul territorio. Ci sarebbe più utilizzo di strutture alberghiere, noleggio auto, parcheggi, e altro che sarebbe a beneficio del territorio ma anche della società di gestione.
Non tutti gli interessi sull'aeroporto coincidono. Mentre molti cittadini si preoccupano per i voli nazionali, l'interesse dell'Airgest è avere più voli internazionali più redditizi.
La risposta sarebbe aumentare entrambi. E' evidente che a Ryanair conviene avere più collegamenti domestici, mentre all'aeroporto e al territorio converrebbe avere più collegamenti internazionali. L'impatto economico non è paragonabile.
Qui però si è entrati nel panico perchè erano scomparse le prenotazioni sul sito a partire dal prossimo marzo. Un segnale della volontà di Ryanair di andar via?
Siccome non si è rinnovato il contratto, la Ryanair, temendo eventuali azioni da parte di chi potesse prenotare i voli in anticipo, non avendo certezza non li ha messi sul sito.
Quindi Ryanair non si fida del territorio, non ci sono i presupposti per arrivare a stipulare un contratto.
L'associazione dei comuni non ha dato delle risposte certe a Ryanair ed è ferma. Il rischio che possa andar via da Trapani è concreto.
Si aspettava che il territorio fosse così incapace di trattare con Ryanair?
Bisogna dire che discutere con Ryanair non è facile per nessuno. Quando li incontri c'è il manager in maniche di camicia con un'agendina che ti chiede che tipo di voli vuoi, ti dice quanto costano e devi dare una risposta entro tre giorni. Altrimenti se ne frega.
E cambia aeroporto magari.
Non avendo noi una economia di scala possono portare i voli via da Trapani per Palermo. Ryanair è un soggetto con cui è difficilissimo da trattare.
E neanche il territorio è facile da gestire.
Devo dire che Ryanair ha capito come è combinato il territorio, e spesso ci ha dato delle dilazioni nei pagamenti che doveva ricevere. Capisce le difficoltà del territorio italiano.
E’ mancata la politica, e soprattutto un soggetto forte che potesse trattare.
Il problema è che i Comuni hanno difficoltà ad accordarsi tra loro. Ho sentito una serie di 'perle' nel corso di vari incontri che ci potrei scrivere un libro. Chi diceva che i turisti nel suo comune buttavano le carte per terra, chi diceva che l'aeroporto di riferimento nel suo comune era Palermo. Molte difficoltà culturali sono state superate anche grazie all'ex Prefetto Falco. Ma manca un playmaker adesso sul territorio.
Potrebbe essere il presidente del Libero consorzio?
Potrebbe.
Ma anche lì le vicende regionali non aiutano. Non si capisce più cosa accadrà con i Liberi consorzi.
Le vecchie province avevano limiti straordinari, ma anche questi liberi consorzi non scherzano. Chiunque sarà presidente del Libero consorzio è seduto su 2 milioni 400 mila euro, che sono costituiti da un milione e mezzo di ristoro che doveva andare a Airgest, in più c'è un altro milione per un emendamento fatto dalla regione. E' una buona base di partenza.
In molti comuni c'è la tassa di soggiorno. E' utile?
Certo. Non comprendo quale sia la difficoltà di istituire la tassa di soggiorno. E' indolore, chiunque viaggia è abituato a pagarla. Non dovrebbe essere destinata ad Airgest, ma in parte anche a quelle che sono le esigenze del territorio. Sarebbe indolore e non a carico della collettività locale. Una scelta facilissima per avere un flusso minimo e necessario.
Marsala, o Trapani, con la tassa di soggiorno riuscirebbero a pagare la quota Airgest. Il problema è farla pagare.
Qui si affronta il tema delle case vacanze, una delle sacche di evasione più grande che c'è nel territorio. I dati del turismo quest'anno sono straordinari, la gente ha voluto sentire parlare solo di Sicilia. Come non ci si renda conto che l'Aeroporto sia una struttura da non smembrare non me ne faccio capace. Si deve riportare l'attenzione dell'opinione pubblica sul futuro dell'aeroporto, dell'Airgest e del territorio.
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