Marsala. La falda a secco e i tanti b&b. La grande sete di Birgi senza acqua
Diversi sarebbero i motivi della grande sete che in questi ultimi mesi sta provocando non pochi disagi agli abitanti delle borgate più a nord del Marsalese: San Leonardo e Birgi. Le più lontane, per altro, dai pozzi comunali di Sinubio e Sant’Anna. E questo è già un primo motivo dell’arrivo dell’acqua col contagocce. Gli altri li spiega l’assessore Salvatore Accardi (Servizio idrico e lavori pubblici). “Il livello della falda nella zona dei pozzi comunali si va abbassando sempre di più – dice l’assessore - mentre i consumi idrici nel versante nord marsalese sono notevolmente aumentati. Qui, infatti, consumi d’acqua, questa estate, si sono quadruplicati rispetto al passato e ciò causa delle tante strutture ricettive, b&b e altre, realizzate soprattutto a Birgi per ospitare quanti vengono da ogni parte d’Italia e d’Europa per praticare il kite-surf nel mare della riserva naturale Stagnone”. Quindi, se da un lato l’economia locale trae indubbio vantaggio dall’arrivo di tanti atleti, dall’altro i consumi d’acqua non possono che aumentare. Del resto, i b&b non possono non assicurare i servizi igienici (docce, etc.) ai loro ospiti, molti dei quali vi soggiornano per diversi mesi. Intanto, laddove l’acqua dovrebbe arrivare almeno due giorni alla settima, talvolta arriva una sola volta. E questo, naturalmente, provoca notevoli seri problemi di natura igienica. Soprattutto a chi non dispone di cisterne sufficienti per garantire una buona autonomia. “E quando ci sono bambini piccoli – dice una donna – la situazione diventa drammatica. I bambini giocano fuori e si sporcano. Hanno bisogno di essere lavati”. Qualche settimana fa, dopo alcune lamentele di abitanti di Birgi, l’assessore Accardi ha dichiarato: “Il problema riguarda anche altre contrade del versante nord, Conca, Rakalia e altre. Stiamo, però, facendo tutto il possibile per risolverlo. Abbiamo già fatto diverse riunioni con i vertici dell’acquedotto e l’ingegnere Patti. I consumi idrici, in queste zone, sono aumentati rispetto al 2015. Inoltre, la pressione dell’acqua nelle condutture va scemando man mano che deve raggiungere le contrade più lontane. E’ un problema serio, ma da settimane stiamo provvedendo, studiando anche altre possibili turnazioni. Dobbiamo, infatti, fornire l’acqua sia alla città che alle periferie. E se all’ufficio Acquedotto talvolta non rispondono è perché arrivano centinaia di telefonate”. Anche negli anni scorsi, intanto, a Birgi si sono registrate analoghe lamentele. Nel luglio 2011, l’allora dirigente dell’acquedotto comunale, l’ingegnere Angelo “Lillo Princi”, scrisse al sindaco Renzo Carini per evidenziare che solo il perfetto mantenimento degli impianti e della rete idrica poteva garantire la regolarità dell’erogazione dell’acqua. E ciò non poteva avvenire senza un’adeguata manutenzione. In mancanza di ciò, sottolineava il dirigente, si rischiavano gravi conseguenze sul piano igienico-sanitaria e persino, scrisse Princi, “problemi di ordine pubblico per i quali si declina ogni responsabilità”.
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