Marsala, processo sui rifiuti "illegali". In aula Gregory Bongiorno
Le “penalità” (poi, spesso, ridotte nell’entità) applicate dall’Ato Tp1 per i “disservizi” dell’Aimeri Ambiente (soprattutto per mancata pulizia strade e tombini) e le “difficoltà” create dalla “non corretta differenziazione dei rifiuti” sono state al centro della testimonianza che Gregory Bongiorno, presidente di Confindustria Trapani, ha reso, in Tribunale, a Marsala, nel processo scaturito dall’indagine della Dda sul sistema, secondo l’accusa “illegale”, di raccolta e smaltimento dei rifiuti gestito dall’Ato Tp1. Alla sbarra degli imputati sono l’ex direttore dell’Ato Tp1, Salvatore Alestra, l’ex direttore dell’area Sud dell’Aimeri Ambiente, Orazio Colimberti, entrambi accusati di corruzione, il capo impianto del cantiere di Trapani, Salvatore Reina, nonché Michele Foderà, amministratore di fatto della “Sicilfert” di Marsala, Pietro Foderà, socio e responsabile dei conferimenti alla Sicilfert, e Caterina Foderà, responsabile amministrativo della stessa azienda, che nello stabilimento di contrada Maimone trasforma i rifiuti in fertilizzanti. Secondo l’accusa, Alestra non avrebbe denunciato i “disservizi” di Aimeri per ottenere favori da Colimberti (a mediare tra Ato e Aimeri ci sarebbe stato l’allora senatore del Pd Nino Papania), mentre agli altri è contestato il conferimento e il traffico “illecito” di oltre 47 mila tonnellate di rifiuti. Gregory Bongiorno, inizialmente indagato, anche se poi la sua posizione è stata archiviata, è stato ascoltato in quanto titolare dell’Agesp, che in alcuni Comuni dell’Ato Tp1 (Alcamo, Castellammare, Custonaci, Favignana) gestiva il servizio di raccolta in sub appalto per l’Aimeri, ha spiegato come funzionava il sistema di raccolta e smaltimento e ha detto che quando i rifiuti indifferenziati superavano il 20% del carico di un mezzo che doveva conferire alla Sicilfert, l’azienda dei Foderà li respingeva. “Difficoltà – ha affermato Bongiorno – c’erano pure quando la Sicilfert era chiusa per problemi giudiziari”. Affermazione, quest’ultima, contestata però dall’avvocato difensore Diego Tranchida. “Dimostreremo con relativa documentazione – dice il legale – che non c’è stata chiusura”. Il presidente provinciale di Confindustria ha risposto anche a domande su eventuali pressioni per sponsorizzare l’Alcamo calcio, dicendo che la sua azienda ha sponsorizzato, e continua a farlo, diverse società sportive. Nel processo, sono parti civili il ministero e l’assessorato regionale Ambiente, l’Ato Tp1 e il Comune di Marsala, entrambi rappresentati dall’avvocato Luigi Cassata, nonché i Comuni di Erice e Paceco (avvocati Rando e Maltese) e il Movimento difesa del cittadino (avvocato Peppe Gandolfo). Prossima udienza: il 2 maggio. In quella data saranno ascoltati alcuni investigatori.
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