I veleni dell'antimafia. Don Ciotti difende Libera e annuncia querele
"E' da 50 anni, da quando io sono impegnato, che arrivano gli attacchi, i giochi, le strumentalizzazioni". Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, intervistato da Giovanni Minoli a Mix24 su Radio 24 parla degli attacchi ricevuti, e ha risposto in merito agli attacchi provenienti dall'interno.
"Sapete, su 1.600 associazioni se cinque persone prendono delle posizioni bisogna chiedersi anche perché". Su Franco La Torre, figlio di Pio, ucciso dalla mafia, e sulle accuse precise e circostanziate che fa a Libera, il sacerdote ha commentato: "Le cose che lui viene a dire non corrispondono alla verità ma io nutro per Franco La Torre un senso di grande rispetto e di grande dignità perché per chi ha avuto delle ferite così profonde merita solo grande rispetto. Le sue opinioni non sono condivise dall'associazione".
Su quali siano le accuse mosse da La Torre, Don Ciotti ha spiegato: "Dice che noi siamo stati assenti sulla storia della Saguto a Palermo, che Roma Mafia Capitale, che ci sono all'interno dei dirigenti non in grado di operare, peccato che faceva parte anche lui di questa squadra. Ma è anche vero che noi su questi temi eravamo presenti, l'abbiamo denunciati in modo serio, attento. Ripeto però io ho rispetto per le fatiche delle persone".
E alla domanda, se sia vero che l'ha espulso con un sms, Don Ciotti ha replicato: "Io gli ho risposto che ero disponibile a incontrarlo, ho risposto al suo sms".
Ciotti a proposito delle accuse del P.M. napoletano Catello Maresca che ha bollato Libera come un gruppo di estremisti dell’antimafia, ha confermato la querela: “Lo abbiamo fatto dopo un mese e mezzo di attesa, perché aspettavamo un segnale diretto per dire ‘guardate, ho detto delle cose che non corrispondono’, perché non può essere accettato che in tre puntate Panorama insulta noi, veniamo definiti un partito che gestiamo i beni sequestrati in regime di monopolio, in maniera anticoncorrenziale, che siamo una realtà pericolosa e incompatibile e non è possibile accettare questo per la chiarezza e la trasparenza di migliaia di persone". Clicca qui per ascoltare l'audio di Don Ciotti.
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