Riforma Pra - Motorizzazione. Dal 1 luglio 2016 il “Documento unico di circolazione"
Buone notizie per gli automobilisti, o almeno, speriamo diventino presto realtà. Dopo tanti tentativi di proposta da parte del Governo Renzi, e tante discussioni, l’annosa questione che mira alla fusione tra Pra e Motorizzazione Civile pare sia finalmente sulla strada giusta. La commissione affari costituzionali della Camera, infatti, ha approvato un emendamento al cosiddetto ddl Madia, il disegno di legge delega di riforma della pubblica amministrazione, che prevede la possibilità del “trasferimento delle funzioni svolte dagli uffici del Pubblico Registro Automobilistico al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti”. Solo in Italia, unico paese dell’Unione Europea, da sempre, al momento dell’acquisto di un’auto, il proprietario deve farsi rilasciare due documenti: il certificato di prioprietà, che viene rilasciato dal Pubblico Registro Automobilistico (organo dell’Aci) e il libretto di circolazione rilasciato dalla Motorizzazione. Con questa ultima bozza di decreto legislativo, dal 1° luglio 2016 per ogni auto basterà soltanto un solo foglio, chiamato “documento unico di circolazione”. L’obiettivo della riforma è quello tagliare i costi relativi all’attuale doppia gestione dei dati che riguardano auto, moto e rimorchi. Il documento unico dovrebbe avere un costo di 61 euro contro gli attuali 100 che si versano per avere certificato e libretto, consentendo ad ogni utente un risparmio di 39 euro per ogni nuova immatricolazione o passaggio di proprietà. Per rendere esecutiva tale riforma, l’Aci dovrà passare alla Motorizzazione tutti i dati in suo possesso e tutti i suoi dipendenti - tremila circa -, che si occupano del Pra. Unico dubbio che può sorgere da questo decreto è dato dal fatto che, per gestire il documento unico verrà istituita una nuova agenzia del Ministero delle Infrastrutture ma per evitare che anche questa diventi un carrozzone, una parte degli introiti incassati con il rilascio del nuovo documento unico verrà versata nelle casse statali ogni sei mesi, anche se al momento non si conosce quale sarà la quota da versare. "È stata approvata la norma che unifica sotto il tetto del Mit l’Archivio nazionale dei veicoli con il Pubblico Registro”, le parole del viceministro delle infrastrutture e dei trasporti Riccardo Nencini. “Il servizio svolto fino ad oggi dall’Aci sarà di competenza diretta del Mit. Una norma giusta, che consentirà ai cittadini un risparmio notevole e che eliminerà inutili doppioni inesistenti in Europa".
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