Marsala 2015. Grillo, guastafeste del Pd: fa la morale a Di Girolamo. E lui lo applaude...
Demonio di un Massimo Grillo. E' uno che la politica la sa fare, chapeau. E solo lui, proprio lui, poteva mettere in scena il piccolo capolavoro di ieri: andare alla conferenza stampa del Pd per presentare la coalizione a sostegno di Alberto Di Girolamo, farsi vedere - lui, proprio lui, che faceva dire a Pino Milazzo, fino a due giorni fa: guardate che Grillo ha smesso di fare politica... - e prendere la parola, chiamato in causa da Di Girolamo, per dire, a casa del Pd, davanti lo stato maggiore dei democratici...che hanno sbagliato tutto, che non si fanno le conferenze per annunciare coalizioni che non ci sono, e che lui, proprio lui, si, ci può essere con Albertone ma, stiamo calmi, prima bisogna chiarire alcune cose: cosa ci fanno qui tutti i consiglieri vicini al deputato regionale Lo Sciuto, Marrone in testa, alla corte di Di Girolamo, qual è il vero confine di questa santa alleanza che per ora è un po' ipertrofica, con sette liste a ruota del Sindaco, "chi sono i compagni di processione?", e perchè il Pd ha voluto fare le primarie da solo e non di coalizione? Quest'ultima cosa, in verità, è la più deboluccia, nel ragionamento di Grillo, sembra una scusa per quando il tavolo salterà. Ma, per una cosa detta un po' ad minchiam (ma d'altronde, fuori dalla sezione del Pd, c'è un cartello, grande, con la parola ASILO) una cosa sperta Grillo la dice. E al segretario-candidato che dice che ne ammazza più il clientelismo che la mafia (ignorando, aggiunge qui il cronista, che magari da noi il clientelismo è figlio della mafia...) Grillo risponde, a casa sua, che "in terra di mafia" bisogna andarci con i piedi di piombo quando si vanno a trattare alleanze con i singoli consiglieri comunali. Hai capito, il Massimo. Ma la cosa ancora più singolare è che Grillo bacchetta Di Girolamo, fa la morale, li prende un po' per incapaci, i democratici tutti. E quelli del Pd lo appaludono, Di Girolamo in testa, convinto com'è, per usare le parole sue, di vincere "a prima botta". Ma intanto qui la botta pare un'altra.
Che cosa se ne ricava dunque della conferenza - non conferenza di ieri del Pd per presentare l'alleanza elettorale? Che un'alleanza ancora non c'è. Di certo c'è solo il candidato, Alberto Di Girolamo, benedetto da Fausto Raciti, segretario regionale furioso perchè sperava di trovare una situazione un po' più quadrata. Pd, Udc, Rinascita Marsalese pongono delle condizioni: o Marrone, Coppola e company o noi. I quali, rispondono, alla fine, per bocca di Alfonso Marrone con un ragionamento che non fa una grinza: noi abbiamo i voti. Sputaci. E stessa cosa potrebbe dire anche l'altro indesiderato, Enzo Sturiano, che pare che Paolo Ruggirello, suo mentore, stia convincendo a ritirare la candidatura a Sindaco per appoggiare Alberto Di Girolamo e candidarsi (magari capolista?) proprio nel Pd.
Massimo Grillo, inoltre, ammettendo che ci sono difficoltà con il Pd, non canta anche l'altra mezza messa: se salta il tavolo, e i motivi per farlo saltare ci sono, l'alternativa è lui, proprio lui, che ha il placet di Salvatore Lombardo, che ha già un'idea di giunta in testa di altissimo profilo, dicono, ed è tanto sicuro dei suoi mezzi che può decidere all'ultimo momento di fare il grande passo.
Morale? Tutto in alto mare. Per il resto, alcuni aggiornamenti: Antonella Coppola, la dirigente del Liceo Classico, dice che non ne sa nulla che l'avrebbero desiderata, quelli vicini al notaio, come possibile candidata Sindaco. Diego Maggio invece, dice che non è vero che si è proposto ai Cinque Stelle, ma che sono stati loro a cercarlo.
Infine, un luogo: è la stanzetta che sta in fondo alla sezione del Pd. Una specie di ripostiglio. Ci sono i tavoli con ancora sopra i sepolcri delle urne delle primarie. Era l'8 Febbraio, sembra già un anno fa. In quella stanza, ieri, aspettando Grillo e Raciti, entravano e uscivano tutti: Gucciardi, Milazzo, Campagna, Di Girolamo, ancora Gucciardi. Parlottavano, sospiravano, si mostravano telefonini con messaggini. La sensazione è che in quella stanzetta, ieri, come in tante altre occasioni, si sia già detto molto sul prossimo sindaco di Marsala, che fuori non era il caso di dire. Perchè saranno anche belle le primarie, urca come sono belle, ma la stanzetta, quella, resta insuperabile.
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