Lotta al terrorismo. Corrao: "Una follia cancellare il trattato di Schengen"
Dal semestre di presidenza italiana in consiglio europeo appena conclusosi passando per il piano di investimenti di Junker ed ancora i provvedimenti comuni anti terrorismo. Questi alcuni degli argomenti che l’euro parlamentare M5S, il siciliano Ignazio Corrao, ha affrontato a Strasburgo nel corso della trasmissione Rai Regione Europa in onda su Rai 3 e condotta dal vice direttore del TGR Dario Carella. “Il semestre di presidenza italiana è stato assolutamente deludente, così come deludente è stato il discorso che Renzi ha proposto in seduta plenaria, mettendo in imbarazzo anche i componenti del suo partito - esordisce Corrao nel corso dell’intervista - . Anche i provvedimenti sugli ogm, da Renzi sbandierati come vittorie personali, sono in realtà misure che sarebbero andate a buon fine a prescindere dalla presidenza italiana”.
Per quanto attiene alla probabile breccia nel muro dell’austerità annunciata dalla Commissione Europea presieduta da Junker, Ignazio Corrao ha espresso perplessità e scetticismo sia sulla portata dell’investimento, sia sulla reale ricaduta per i territori.
“I 315 miliardi annunciati da Junker – spiega l’euro deputato M5S – non sono in realtà seguiti da misure attuative, quindi secondo alcuni, la cifra annunciata è in realtà corrispondente al totale delle ricadute a fronte di un investimento reale di circa 21 miliardi di euro. Non vogliamo essere critici a prescindere ma finché non vedremo nulla di concreto, comprese le documentazioni, non possiamo condividere l’ottimismo di Junker o di Renzi”.
Sul fronte europeo della lotta al terrorismo, è stata analizzata la proposta avanzata dalla Francia nel voler rivedere il trattato di Schengen.
“E’ chiaro – sottolinea Corrao - che bisogna essere molto cauti perché la questione è troppo delicata per essere affrontata con dei provvedimenti tout court. Per chi come me è nato negli anni 80, sarebbe assurdo pensare che se un cittadino vuole andare in Francia partendo dall’Italia, dovrà usare il passaporto. Equivale ad esempio al mettere in discussione la stessa unità d’Italia, come se per partire dalla Sicilia per raggiungere la Lombardia, fosse necessario il permesso di soggiorno. La storia d’Europa è costituita da tappe che difficilmente possono essere messe in discussione. Occorre però, approntare con urgenza un piano comune anti terrorismo legato ad un comune regolamento sull’immigrazione. Questi provvedimenti dovevano però essere approntati molto tempo fa, ma nessuno ci ha pensato, o meglio si è preferito basare L’Unione Europea solo sui principi economici e sugli interessi di mercato, non tenendo invece conto in prima battuta i reali diritti dei cittadini europei e dei flussi migratori che - ha concluso Corrao - vanno regolati in maniera comune”.
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