Gratteri: "Lavoro ad una nuova legislazione antimafia, ecco i punti"
“Se il nostro progetto dovesse essere approvato in blocco, potremmo abbattere nell'arco di 5-6 anni anche l'80% della mafia presente in Italia. Stiamo lavorando molto intensamente su questa commissione di riforma perché vogliamo consegnare al presidente Renzi il prima possibile il lavoro. Poi, ovvio, bisogna avere la forza numerica in parlamento per far passare certe riforme, ma se dovessero passare tutte in blocco noi abbatteremmo le pendenze anche del 70%”. Lo ha detto Nicola Gratteri, nominato da Matteo Renzi presidente della Commissione per la riforma della legislazione antimafia. Gratteri, procuratore aggiunto del distrettuale antimafia della procura di Reggio Calabria, è in visita a New York per incontri di lavoro e per la consegna del premio "Civil Courage Prize", della Train Foundation.
Gratteri ha indicato tre punti: "Non abbassare il livello di garanzie degli imputati, io sono per il rispetto assoluto delle garanzie costituzionali; creare un sistema informatizzato, cioè applicare l'informatica del 2014 al codice per abbassare i tempi, i costi del processo e quindi il potere discrezionale del giudice; e poi non rendere conveniente delinquere, che vuol dire che chi commette un reato deve sapere che la sanzione, il prezzo da pagare è molto più alto rispetto al guadagno della commissione del reato". Ricordando che la 'ndrangheta "è l'unica mafia presente in tutti e cinque i continenti".
Gratteri ha ammesso che, essendo anch'egli sotto tiro, ogni tanto ha paura: Sì - ha detto - perché quando ho paura mi diventa la lingua amara. Però la cosa importante è dominare la paura perché altrimenti non si possono fare certe cose, altrimenti certe idee poi non si possono realizzare". Un passaggio dell'intervista è dedicato all'Isis: "Sì - afferma il magistrato - l'Isis è una struttura di criminalità organizzata, ma di quelle destinate ad avere un fine a differenza invece delle mafie italiane in particolare della 'Ndrangheta che sono invece destinate a durare con queste regole perché le nostre mafie vivono del consenso popolare, si nutrono del consenso popolare e non è quindi un corpo estraneo alla società."
Gratteri ha poi affermato che "sempre più i reati di mafia sono insieme ai reati che riguardano la pubblica amministrazione. Quello è un trend in crescita". "Se in Italia dovessero sparire le mafie - ha proseguito - la prima sarebbe la camorra, che oggi è diventata più una criminalità organizzata". "La 'ndrangheta invece è una mafia molto dura, che nel suo percorso non lascia collaboratori di giustizia - ha poi precisato - e i suoi punti di forza sono i vincoli di sangue e il fatto che entrare nell'organizzazione è molto difficile, poiche' ci vuole un tirocinio di un anno e mezzo o due". Gratteri ha poi sottolineato come "la comunità europea è una comunità economica, e bada poco alla sicurezza": "L'Ue ha facilità a bacchettarci perchè è più evoluta dal punto di vista tecnologico ed informatico, ma per il resto ha poco da insegnarci", ha detto, sottolineando come "la legge antimafia dell'Italia è la più evoluta al mondo, cosa che non hanno altri Paesi del Vecchio Continente". "Chiunque è al potere - ha concluso - non vuole un sistema giudiziario forte, poichè un condottiero non vuole essere controllato".
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