Pubblicità, in Sicilia internet batte la tv. Ecco il rapporto completo e tutti i numeri
Una contrazione del 44 percento nei cinque anni di recessione (2009-2014), con una flessione di circa il 10 percento solo nel 2012 e con un preconsuntivo che per il 2013 indica un calo del 5,4 percento in termini di fatturato. Nel 2011 il volume d’affari del settore pubblicitario siciliano ammontava a 121,4 milioni di euro, pari all’1 percento del fatturato nazionale (12 miliardi), di cui circa il 73 percento da attribuire al nord-ovest. A livello provinciale la quota più consistente del fatturato è detenuta dalle province di Palermo (41 %) e Catania (33%). A scattare la fotografia dello stato di salute del comparto è stato l’Istituto Tagliacarne con la ricerca `La pubblicità in Sicilia. Quadro produttivo, articolazione della spesa e strategie di sviluppo´, presentata presso la sede di Confindustria Sicilia, a Palermo. Il mercato siciliano conta 1.340 imprese tra concessionarie ed agenzie di pubblicità, in cui operano 1.380 addetti.
Tra il 2009 e il secondo trimestre del 2014 il mercato pubblicitario siciliano ha subito un calo in termini di unità locali attive (-5,2%), con una flessione più accentuata rispetto alla media nazionale. Il tessuto produttivo è fatto in prevalenza di ditte individuali, «una dimensione media molto contenuta – si legge nel rapporto dell’istituto Tagliacarne – che sta ad indicare un mercato piuttosto frammentato e sensibilmente caratterizzato da localismi». Una caratteristica che si riflette anche nel portafoglio clienti: il mercato di sblocco delle imprese pubblicitarie dell’Isola è in prevalenza locale, costituito all’82,8 percento dalle stesse aziende e solo per il 22,1 percento dalla pubblica amministrazione. A fronte della crisi economica globale, però, nel 2012 il 13,7 percento degli imprenditori siciliani del settore ha investito per incrementare la propria competitività, puntando su investimenti in innovazione, sulla riduzione dei costi, sull’aumento della capacità operativa e la sostituzione di attrezzature obsolete.
Internet batte la televisione ma le affissioni esterne restano in Sicilia il primo vettore di comunicazione per imprese, pubblica amministrazione e altre organizzazioni. Alle affissioni, infatti, va la fetta più cospicua della spesa pubblicitaria, circa 60 milioni di euro, ossia il 38,8 percento del totale. A seguire c’è la stampa (23,7 percento, oltre 36,6 milioni di euro) e la radio (15,9 percento, 24,5 milioni di euro). Internet catalizza il 9 percento della spesa pubblicitaria (14 milioni di euro), riuscendo a superare in pochi anni la televisione, che si ferma a quota 11,3 milioni (7,3 percento). Un dato in controtendenza rispetto al resto d’Italia, dove il piccolo schermo risulta il mezzo di comunicazione che raccoglie la maggiore quota di spesa pubblicitaria.
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