La Sicilia verso il default. Monti avvisa Lombardo: "Confermi le dimissioni"
La richiesta, si legge in un comunicato di Palazzo Chigi, si deve alle «gravi preoccupazioni riguardo alla possibilità che la Sicilia possa andare in default». «Le soluzioni che potrebbero essere prospettate per un'azione da parte dell'Esecutivo non possono non tener conto della situazione di governo a livello regionale - continua la nota di Palazzo Chigi - ma anzi devono essere commisurate ad essa, in modo da poter utilizzare gli strumenti più efficaci e adeguati».
RISCHIO DEFAULT - In un'intervista al Corriere della Sera pubblicata lunedì, il numero due della Confindustria siciliano, Ivan Lo Bello, aveva denunciato che la Sicilia è «sull'orlo del fallimento» e aveva invitato il premier Monti a fare chiarezza sul bilancio dell'isola.
LE REAZIONI - «La richiesta del premier Monti fatta al presidente Lombardo di confermare le sue dimissioni è una richiesta più che legittima, fa parte dell'interlocuzione interistituzionale» commenta l'assessore regionale all'Economia della Sicilia, Gaetano Armao. «Condivido l'iniziativa del presidente del Consiglio Monti» reagisce anche la senatrice del Pdl Simona Vicari, segretario dell'Ufficio di Presidenza del Senato.
Diverso il parere di Carmelo Briguglio, vicepresidente dei deputati e coordinatore siciliano di Fli, che parla di grave «gaffe istituzionale». «La lettera del presidente del Consiglio al presidente della Regione siciliana - dice - è irrituale e viola le regole fondamentali dell'autonomia regionale e della democrazia politica». La richiesta di Monti è stata fatta «in forma inusuale e anomala - dice anche il presidente dell'Assemblea regionale siciliana Francesco Cascio -. Non ne conosciamo le ragioni, ma faremo in modo di acquisire le motivazioni quanto prima possibile».
ADAMO. “L’intervento del premier Monti, tempestivo e corretto nella forma e nei toni, conferma appieno la giustezza dell’analisi sulla situazione finanziaria della Sicilia e la richiesta di un’azione urgente a livello nazionale per fermare una deriva che rischia di portare al tracollo dell’economia regionale e del sistema istituzionale.” – lo dichiara la Presidente del Gruppo UDC all’ARS, Adamo– “Per quanto ci riguarda non permetteremo ad alcuno di strumentalizzare il tema dell’Autonomia per tentare penosamente di prolungare l’esistenza di una legislatura ormai finita: la Sicilia ha bisogno di scelte drastiche per evitare il crac ed avviare un percorso di risanamento e sviluppo. Non si tratta di aver ragione come UDC, o come altri (vedi Confindustria), si tratta di rispondere con serietà a quanto chiede la stragrande maggioranza dei siciliani ed evitare il peggio. Si tratta di mettere finalmente fine ad anni ed anni di irresponsabilità, incompetenza e gestione clientelare della cosa pubblica che hanno portato il debito a dimensioni insostenibili, generato il dramma del precariato, sprecate e disperse le risorse comunitarie.
Noi” – conclude la capogruppo dei centristi – “siamo e saremo pronti a sfidare anche l’impopolarità per salvare le imprese e le famiglie. Ognuno, adesso, non avrà più alibi: risponderà di fronte alle generazioni presenti e future e dovrà prendersi fino in fondo le proprie responsabilità.”
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