Trapani: tra pochi giorni il ballottaggio. L'analisi
Come ben sappiamo, i candidati al ballottaggio sono Giuseppe Maurici(espressione di Marrocco e co.) e Vito Damiano (espressione di D’Alì e co.). Il primo che una volta era di Forza Italia e che adesso è appoggiato da quasi tutti tranne che dal PDL, mentre il secondo è un generale dei carabinieri in pensione, la cui candidatura ha in un certo senso spiazzato tutti.
Il primo turno elettorale ha fatto morti e feriti sia tra l
e liste che non hanno superato lo sbarramento, sia tra quei candidati delle liste vincenti che non sono riusciti ad ottenere i voti sperati, e pochi giorni dopo i risultati, si sono delineati gli apparentamenti e gli schieramenti. Il candidato sindaco Nola, col suo 8% di consensi ha subito fatto la sua scelta, schierandosi con Maurici e ottenendo l’assessorato ai lavori pubblici, mentre gli altri candidati sindaco sconfitti hanno deciso di non appoggiare nessuno dei due sfidanti. Diversa la situazione del PD che non smette mai di stupire e di trasmettere confusione, poichè in un primo tempo viene comunicata la decisione di non appoggiare nessuno dei due candidati, e dopo poche ore in una conferenza stampa del candidato Maurici viene fuori che alcuni componenti del partito hanno deciso di appoggiarlo, con un assessorato assegnato al candidato Greco, secondo dei non eletti tra le file del partito democratico e tra essi anche il segretario provinciale uscente Grignano, eletto consigliere con 372 voti.
In merito a questa decisione che di fatto non rappresenta una cosa inaspettata, l’onorevole Camillo Oddo ha voluto chiarire che si tratta di scelte personali di alcuni componenti che si dissociano dalla linea del partito, sui quali se ne occuperanno gli organismi di garanzia. Ad ogni modo è chiaro che indipendentemente dal comunicato dell’onorevole Oddo, bisogna aprire una riflessione sul partito democratico con alcune semplici domande incentrate sia sull’imbarazzante spaccatura venutasi a creare sull’appoggio a Maurici, sia su altre discutibili scelte che il PD ha fatto in altri comuni come per esempio Castelvetrano e Marsala. Agli occhi degli elettori, questa mancanza di una linea politica decisa e conforme, porta solo confusione, aldilà del fatto che le ideologie sono state riposte nel cassetto da un bel po’ di tempo in quasi tutti i movimenti partitici.
Ritornando al ballottaggio, le strategie comunicative dei due candidati si sono distinte rispetto al primo turno. Da un lato Damiano che ha fissato una serie di comizi durante la settimana per cercare di incidere maggiormente sulla gente, puntando sui grandi eventi promessi per dare lustro alla città. Dall’altro lato Maurici che ha continuato la sua massiccia presenza, tramite messaggi autogestiti, sia in tv che sui giornali, forte della corazzata politica che lo sostiene.
Indipendentemente dagli schieramenti dei politici, la parola spetta adesso agli elettori che dovranno decidere chi sarà il nuovo sindaco di Trapani. E’ probabile che l’affluenza scenderà ancora di più rispetto al primo turno, sia per il normale trend dei ballottaggi, sia perchè per molti elettori di sinistra sarà difficile scegliere tra due candidati che rappresentano l’area del centro-destra; schieramenti che adesso sono gli uni contro gli altri e che domani potrebbero invece fare gioco di squadra. Tuttavia si tratta dei soliti pasticci della politica che molto spesso vanno in controtendenza con le reali esigenze dei cittadini, tra coloro che si limitano ad abboccare a qualsiasi cosa, e quelli che non si accontentano delle promesse elettorali, ma pretendono i fatti; visto l’andazzo, saranno cinque anni pieni di incognite.
Francesco Genovese
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