Elezioni 2012. Con le nuove regole per il voto e il premio di maggioranza sorprese in arrivo
Le regole del voto sono cambiate, e non sono cambiamenti di poco conto. A Marsala, a Trapani, nei Comuni dove si vota, potranno esserci consiglieri eletti con una manciata di voti, grandi partiti che rimangono a secco, e ancora Sindaci traditi dalle coalizioni e liste "scollegate" dal candidato Sindaco di riferimento. E' l'effetto della riforma elettorale, la vera grande incognita di queste elezioni. Ai piani alti dei palazzi della politica in pochi hanno dormito sonni tranquilli, ma la paura è tanta anche per le liste civiche, che possono avere ottime performance e tuttavia non avere rappresentanza. Il nuovo sistema elettorale per la prima volta in Sicilia introduce lo sbarramento al 5 per cento e il voto disgiunto tra sindaco e consiglieri comunali.
Ma la novità che potrebbe diventare uno tsunami per il sistema politico siciliano è l’assegnazione del premio di maggioranza per i Comuni con più di 15 mila
abitanti. Per il rinnovo di giunte e consigli dei grandi Comuni è previsto il sistema proporzionale con doppio turno. Se un candidato sindaco ottiene al primo turno il 50 per cento dei voti più uno, diventa sindaco. A questo punto per la lista o la coalizione di liste a lui collegate scatta il premio di maggioranza, ma solo se nessun’altra coalizione di liste ha ottenuto il 50 per cento più uno dei voti, e se la coalizione a sostegno del vincitore ha ottenuto almeno il 40 per cento dei consensi. Cosa succede però per chi vince al ballottaggio? A spiegarlo è una circolare firmata dall’assessore Caterina Chinnici da poco pubblicata sulla Gazzetta ufficiale: chi vince al secondo turno incassa il premio di maggioranza, cioè il 60 per cento dei seggi in palio, anche se si presenta con una sola lista. A patto che, chiaramente, al primo turno nessuna coalizione di liste abbia raggiunto il 50 per cento più uno dei voti. A tutto questo si aggiunge un altro elemento, è cioè la soglia di sbarramento al 5 per cento: le liste che non superano questa percentuale non eleggono nemmeno un consigliere anche se collegate a un candidato sindaco vincente. Candidati che hanno a loro sostegno una sola lista potrebbero eleggere quasi tutti i nomi in lizza, lasciando a tutti gli altri partiti pochi scranni da dividersi
anche se magari al primo turno hanno ottenuto un buon risultato.
Potrebbe accadere, a esempio, che una lista di un grande partito che ottiene anche il 20 per cento dei consensi elegga poi pochissimi consiglieri perché il candidato sindaco a cui è collegata perde al ballottaggio.
In alcuni Comuni, così, partiti che hanno sempre eletto un buon numero di consiglieri potrebbero vedersi ridotta all’osso la loro rappresentanza in caso di vittoria di un sindaco che ha al suo seguito poche liste magari civiche e di un solo partito. Tutti i piccoli partiti o le liste minori, che magari corrono in grandi
coalizioni, temono invece di rimanere fuori nonostante la vittoria del loro sindaco. Insomma, in questa tornata elettorale si annunciano grandi sorprese, con esclusione clamorose di grandi partiti dai consigli e maggioranze bulgare di perfetti, o quasi, sconosciuti.
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