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18/02/2012 06:13:42

Le dimissioni di Sgarbi: durissime accuse contro Prefetto, Questore e Maresciallo. Prime reazioni dei partiti

Con queste parole si è conclusa ieri sera, con la consegna delle dimissioni dalla carica di sindaco nelle mani del segretario Vincenzo Barone, la burrascosa e controversa avventura salemitana di Vittorio Sgarbi. Come si ricorderà, il critico ferrarese risultò eletto nel giugno del 2008, a capo di un’ampia coalizione di centrodestra, il cui sponsor principale notoriamente fu il cuffariano Pino Giammarinaro, ex deputato regionale democristiano, eletto con 50mila preferenze. Un record. L’esponente democristiano, fedele andreottiano, come lo furono i cugini Slavo, amico di gioventù dell’ex sottosegretario Pizza (famoso per essersi impossessato del simbolo scudocrociato dopo la scomparsa della Balena Bianca), già sotto processo per fatti di mafia, è oggi al centro della indagine di polizia “Salus Iniqua”. Le cui conseguenze si sono inevitabilmente riversate come un macigno sull’amministrazione comunale. E’ il motivo che ha spinto Sgarbi, anche nel momento dell’abbandono, a reiterare il suo noto teorema secondo il quale il Prefetto di Trapani, Marilisa Magno, il Maresciallo dei Carabinieri della locale stazione, Giovanni Teri e gli investigatori della Questura di Trapani, guidati dal capo della divisione Anticrimine Giuseppe Linares, «per dare forza alle loro indagini su Giammarinaro, attraverso quelle che sono solo ipotesi, suggestioni, ricostruzioni infondate e veri e propri falsi, hanno prospettato un condizionamento di Giammarinaro sull’amministrazione, per consentire poi al Prefetto di chiedere la Commissione di accesso agli atti». E’ la ragione per la quale ha inviato la lettera di dimissioni al Presidente della Regione, al Ministro dell’Interno, all’assessore regionale alle Autonomie locali e al Segretario comunale, «ma non al Prefetto di Trapani che ha dimostrato di agire senza autonomia». Una lettera, che è un duro atto di accusa contro Prefettura e pezzi dell’Arma dei Carabinieri e della Polizia di Stato. Rei a suo dire di avere addirittura congiurato contro di lui per costringerlo “in forza di una regia occulta di funzionari della Prefettura, della Questura e dell’Arma dei Carabinieri, contestualmente denunciati al Ministro dell’Interno” alle dimissioni. Che saranno operative (una delle sue ultime bizzarre trovate?) dalle ore 21,00 del 21 febbraio. “Solo per consentire al sindaco di agevolare le operazioni di trasloco di migliaia di libri, cataloghi, oggetti d’arte che aveva raccolto nei suoi uffici del Comune”, viene detto. Cosa che non convince il capogruppo del PD Domenico Venuti. “ Nutro qualche perplessità” – ci ha dichiarato a caldo- circa la valenza delle dimissioni postdatate presentate dal Sindaco in Consiglio, visto che la legge parla di decorrenza immediata dal momento della loro presentazione. Ad ogni modo intendiamo separare nettamente la nostra posizione da quella dei responsabili di quanto sta accadendo a Salemi, individuabili nel target elettorale del 2008 Giammarinaro - Sgarbi, e soprattutto non intendiamo fornire a Sgarbi alcun appiglio per alimentare lo scontro istituzionale contro quelle forze dello Stato che lui ha indegnamente definito "deviate" e che noi invece continuiamo a sostenere nel loro difficile compito. Attendiamo la data prevista nelle dimissioni per valutare in seno al partito il da farsi, anche alla luce di eventuali ulteriori sviluppi.” Di tutt’altro avviso è stato invece il senatore del Pdl Pino Firrarello, sindaco di Bronte con qualche problemino giudiziario in relazione alla costruzione di un ospedale di Catania, che in una lettera ha tra l’altro scritto “Forse Sgarbi si illudeva di attuare una rivoluzione culturale a 360 gradi, cosa di cui ci sarebbe immenso bisogno. Ma purtroppo non ha fatto i conti con le incrostazioni profonde, “rugginose”, che permeano la società siciliana, di cui tutti possiamo essere responsabili, direttamente o no, e credere di potersi tirare fuori, per chiunque abbia svolto ruoli pubblici in questa difficilissima quanto bellissima Sicilia, è un tentativo vano. Mi dispiace che tu abbia fallito, Vittorio, ma mi rendo conto che non potevi vincere, pertanto non considerarti perdente perché hai fatto del tuo meglio. Sappi che se un giorno il tuo sogno svanito dovesse diventare realtà, quel giorno questa terra di Sicilia sarebbe la più bella che esiste al mondo. I giovani forse realizzeranno il sogno, noi abbiamo il dovere di incoraggiarli». Di tutt’altro avviso Rifondazione Comunista, che tramite il suo segretario provinciale Lorenzo Lo Re, fa sapere che “già fin dallo scorso mese di maggio e poi di recente alcuni giorni addietro avevamo indicato a Sgarbi di intraprendere la strada onorevole delle dimissioni. Nel prendere atto con soddisfazione che finalmente ha seguito il nostro consiglio, sia pure con una metodologia anomala non sapendo forse l’ormai ex sindaco che nemmeno gli assegni possono essere post-datati, rinnoviamo l’appello alle forze politiche presenti in Consiglio, a rimettere il loro mandato per consentire un ritorno celere alle elezioni”. Angelo Melchiorre, il consigliere comunale, che di recente ha aderito ad “Italia dei Valori”, lamenta invece che Salemi da “otto mesi è diventata sinonimo di mafia e credo sia assolutamente iniquo nei confronti di tutti quei cittadini onesti che vivono e lavorano sul territorio, totalmente estranei a fatti di questo genere e di speculazioni di ogni natura, così come emerge dalle inchieste giudiziarie e giornalistiche.” E rimprovera a Sgarbi di non avere affrontato la questione “con senso di responsabilità da subito, rassegnando le dimissioni ad inizio estate e decretando ufficialmente la fine dell’attuale legislatura, si sarebbe potuto evitare un clima da ‘tutti sono colpevoli o forse non lo è nessuno”’ che poco giova alla serenità della comunità Salemitana e che avvilisce tutti i cittadini perbene, frastornati e umiliati da quanto accaduto in questi mesi.” Anche perché “parrebbe che all’interno del rapporto del Prefetto, laddove non si possa parlare di vere e proprie infiltrazioni, si faccia chiaramente riferimento ad un clima di “forte condizionamento” nel Palazzo, giungendo ad un inevitabile scioglimento anzitempo della Giunta e del Consiglio Comunale.” Da parte delle truppe cammellate di Giammarinaro il silenzio più assoluto. L’ordine è perentorio. Bocche cucite, mentre si tenta di decifrare il messaggio lanciato da Vittorio Sgarbi. Avranno una settimana di tempo per meditare per seguirlo. Dimissioni si, ma alle ore 21,00 del 21 febbraio assicura. Avvertendoli che “non c'é speranza, e dunque non c’è via d’uscita se non quella delle dimissioni, non solo per me ma soprattutto per i 12 consiglieri di maggioranza indicati da, da autorità deviate, come strumento di condizionamento di Giammarinaro. Ho avuto con il Ministro dell’Interno Annamaria Cancellieri un confronto sereno, ma non abbiamo certo discusso di procedure che, ovviamente, nessuno può arrestare. Mi dimetto ora anche per consentire alla città di andare presto al voto.” Un “consiglio” da parte del Ministero? Ci sembra improbabile. Ce lo auguriamo.
Franco Lo Re