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10/02/2012 05:49:01

"La Sicilia non cambia? Ma lui non ci ha nemmeno provato...". Così a Salemi criticano Sgarbi

Sgarbi ha lanciato un messaggio alla Sicilia: “Non c’è nessuna speranza per l’isola. La lotta alla mafia è l’unico elemento sui cui si muove la dialettica, per il resto è tutto inutile. Verifico l’impossibilità in Sicilia di fare azioni nuove e diverse”. La maledizione della “Sicilia irredimibile” di Leonardo Sciascia, ancora una volta. Ma cosa ne pensano i diretti interessati, i salemitani, che hanno visto in questi anni la loro città diventare tutt’uno con il nome di Vittorio Sgarbi? Davvero la Sicilia è destinata a non cambiare mai?
I salemitani sono ormai divisi in tre categorie: due piccole fazioni che lottano l’una contro l’altra sulla bontà dell’operato del Sindaco (che riesce a farsi amare ed odiare con uguale effetto) ed una maggioranza silenziosa che invece assiste a tutto questo con distacco. Nei bar della città il tempaccio ha lasciato a casa i clienti abituali, ed in pochi hanno voglia di parlare di quanto sta accadendo. Un ragazzo, Antonio, ha buona memoria e ricorda un particolare: “Quando lo disse Oliviero Toscani che in Sicilia non si poteva lavorare, Sgarbi si arrabbiò moltissimo. Ed invece ora gli sta dando ragione”. “E’ stato solo a Salemi per cercare pubblicità – gli fa eco il barista – e aspettava l’occasione buona per andarsene. Qua lavoro non ce n’è…”. Di uscita non tanto opportuna parla anche un architetto, Irene: “Non è stato originale e sicuramente è stato offensivo per noi cittadini. Lui se ne va, noi restiamo”. La sensazione è che i cittadini vogliano respingere il nuovo marchio dell’irredimibilità “anche perché – aggiunge Vito Lo Castro, imprenditore e consigliere comunale – a Salemi è venuta a mancare la gestione delle cose quotidiane. Abbiamo avuto tanta pubblicità, numerosi eventi culturali di spessore, ma non c’è stata per il resto alcuna programmazione sui lavori pubblici. Non si può dire che la Sicilia non vuole cambiare solo perché non ci si prova”. Altro bar, stessa storia. La cassiera dell’Extra Bar, Antonella ritiene che sia inutile parlare del Sindaco: “Tanto non c’è mai”. E la Sicilia che non cambia? “Come fa a dirlo? Non si è messo nemmeno a lavorare”. Un vigile urbano, Nino, non ci sta: “Non è così: in Sicilia sei mafioso se fai qualcosa”. E aggiunge: “Sgarbi è stato un missionario. Davvero in questa terra non può cambiare nulla. Un giorno rimpiangeremo la sua generosità”. Rita Renda, docente, Presidente della Fidapa, è l’ultima salemitana che ufficialmente ha incontrato Sgarbi, perché ha organizzato proprio lunedì la presentazione del suo ultimo libro al Castello di Piazza Alicia : “E’ un bravo scrittore, ed un bravissimo critico d’arte, e ha dato molta visibilità alla nostra città. Può darsi che abbia ragione, la Sicilia non può cambiare. Forse gli è venuto a mancare il contatto con i giovani”. E’ tra gli operatori culturali che c’è già il rimpianto per un’avventura comunque al termine. Rosario Rosa, direttore della banda musicale della città è dispiaciuto: “Sgarbi deve insistere, non si deve scoraggiare, se no il clientelismo non si vincerà mai. Ma cambiare non è impossibile, e lui ne è stato la dimostrazione”. “ E invece non si cambia – dichiara Arianna, che gestisce un sito di informazioni locali sulla città – perché i salemitani, come i siciliani, non cambiano la loro mentalità. Sgarbi è stato un Sindaco assente, ma in città grazie a lui sono arrivati tantissimi turisti. Eppure nessuno ha lanciato nuove iniziative economiche, o creato posti di lavoro. Anzi, guardavano tutto questo quasi con fastidio…”. Una lancia la spezza il battagliero Don Giacomo Putaggio, parroco della Chiesa Madre di Salemi: “Se Sgarbi dice che la Sicilia non può cambiare, evidentemente fa il bilancio della sua esperienza. Non possiamo che prenderne atto. Anche se mi sembra strano, perché il Sindaco ha fatto molto, e il cambiamento, dal mio punto di vista, è percepibile. Bisogna insistere. Salemi, come tutta la Sicilia, può cambiare, ma non deve essere solo Sgarbi a volerlo. Dobbiamo volerlo tutti”.