Gli uomini della capitaneria, coordinati dai pm della Procura di Palermo, sono riusciti anche ad intercettare due navi, piene di rifiuti speciali che venivano contrabbandati come merci, e a ricostruire le rotte di questo traffico: da Trapani verso Porto Said in Egitto, da Augusta a Porto Marghera, da Marsala a Roma. Sequestrati anche tre impianti per lo smaltimento dei rifiuti per inosservanza delle autorizzazioni e denunciate una decina di ditte produttrici e trasportatori che farebbero parte di un sistema di imprese che, con il favore delle organizzazioni criminali locali, avevano il compito di far girare capitali economici non puliti attraverso la gestione illecita dei rifiuti sul territorio nazionale.
Coinvolte note società di intermediazione, importanti società armatrici, spedizionieri doganali, ognuno con il proprio ruolo nell'organizzazione e spedizione via mare di container nei quali erano stipati i materiali ferrosi contrabbandati ufficialmente come ricambi auto destinati al commercio.