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04/04/2010 06:00:12

Vescovo Mogavero: “Pasqua per i crocifissi di oggi”

Un messaggio forte quest’ultimo, che impone a ciascuno di noi di abbracciare sia la propria sofferenza che quella degli altri. Un messaggio che porta con sé anche un significato sociale, di solidarietà e aiuto ai “poveri, agli afflitti, alle vittime della prepotenza che si propaga attraverso la criminalità organizzata, il commercio della droga, l’usura”. Un messaggio che lo stesso Vescovo ha così commentato ai nostri microfoni: “La Resurrezione del Signore non deve essere un’anestesia che ci fa scordare della vita di tutti i giorni, per cui per un giorno ci dimentichiamo di tutto e di tutti e pensiamo solo a Lui mettendo da parte la vita. La vita continua a scorrere. Anche a Pasqua. Non possiamo scordarci dei problemi e dei nostri fratelli che soffrono. D’altronde, non si può vivere la gioia della Resurrezione se prima non si beve fino in fondo il calice della passione, non si può splendere della luce del risorto se prima non ci si è caricata sulle spalle la croce del Signore… E oggi la croce del Signore è la croce dei nostri fratelli”.

 

Questo invece il commento di Monsignor Mogavero circa la Processione marsalese del Giovedì Santo di quest’anno: “Non avevo dubbi sul fatto che la manifestazione potesse avere luogo in un clima abbastanza costruttivo e sereno. Alla fine, per fortuna, prevale sempre il buon senso e l’equilibrio. Tanti equivoci sono stati determinati da notizie che non avevano alcun fondamento: questa processione muta, così come veniva definita dagli organi di stampa e nei commenti della gente, non era per niente muta”.


“Io l’ho vista - continua Mogavero- ma essendo il promotore di questa iniziativa di purificazione della manifestazione, vorrei non esprimere giudizi. Ho visto comunque che le cose sono andate in modo molto tranquillo. Anche i figuranti e i recitanti erano molto sereni. La gente ha inoltre partecipato in abbondanza: a me pare almeno quanto lo scorso anno. Penso, in ogni caso, che quest’ anno la manifestazione ne abbia guadagnatosi in linearità perché tutto era limitato ai misteri della passione senza altri riferimenti biblici che erano fuori luogo, non pertinenti”.

 

Pamela Giampino